Fotografia di matrimonio ai tempi del coronavirus: il rilancio passa da nuove idee

Fotografia di matrimonio ai tempi del coronavirus: il rilancio passa da nuove idee

29-05-2020

L’epidemia legata al Coronavirus che da ormai tre mesi sta falcidiando l’Italia e che ha messo in ginocchio la vita sociale ed economica del nostro paese, ha investito alcuni settori produttivi in maniera molto più devastante rispetto ad altri.

Tra questi c’è sicuramente l’industria del matrimonio, un settore che ha patito su tutta la linea le misure restrittive legate al lockdown, in particolar modo quelle relative al distanziamento sociale, con una quarantena che porterà a un ripensamento totale delle cerimonie nuziali se, come prospettano gli scienziati, l’epidemia tornerà ad accentuarsi ad ondate nei prossimi mesi e forse anni.

Le celebrazioni dei matrimoni, siano esse religiose o civili, sono state tra gli eventi vietati fin da subito. Se consideriamo che le prime fasi acute dell’emergenza COVID-19 hanno visto protagoniste le regioni del nord Italia con in testa la martoriata Lombardia, già dagli inizi di marzo ogni fotografo di matrimoni a Milano ha cominciato a fare i conti con una situazione che diventava giorno dopo giorno più critica.

Messe annullate, matrimoni cancellati, sposi disperati, locali chiusi e fotografi in crisi hanno rappresentato l’immagine di un’industria praticamente azzerata, con il comparto wedding che era forte di un giro d’affari di circa 40 miliardi di euro l’anno e che vedeva il coinvolgimento di 83.000 aziende e un milione di lavoratori.

Sebbene alcune situazioni ci hanno fatto vedere sposi con mascherine che non hanno rinunciato alle nozze, con pochissime persone (da contare sulle dita di una mano) ad assistere a questi insoliti matrimoni, mostrandoci tenerezza e voglia di reagire, l’industria legata al matrimonio avrà davanti a sé un difficile percorso da intraprendere e che, probabilmente, non riuscirà a riportare la situazione a quella precedente la pandemia.

Il settore della fotografia di matrimonio ai tempi del Coronavirus vive un profondo momento di riflessione che porterà sicuramente a un ripensamento di questo tipo di attività.

 

Le misure di quarantena si stanno allentando e ciò porterà a una graduale ripresa anche di tutto il comparto che ruota attorno ai matrimoni e se, celebrazioni, luoghi di culto e sale ricevimenti dovranno adeguarsi alle nuove norme e disposizioni per ridurre al minimo i contatti interpersonali e aumentare la sicurezza contro il pericolo di nuovi contagi, i fotografi dovranno fare altrettanto e prepararsi a un approccio sicuramente diverso alla fotografia di matrimonio.

In particolare, si può ipotizzare che molti matrimoni che sono stati sospesi verranno radicalmente riorganizzati. Uno dei primi cambiamenti è assai probabile che colpisca il numero degli invitati, con cerimonie che potrebbero ridursi alla presenza di pochi intimi, magari appena qualche decina di persone, sia nelle chiese che nei luoghi delle cerimonie civili, sia nelle sale ricevimenti dove l’obbligo del distanziamento sociale potrebbe anche portare a situazioni alquanto bizzarre.

Proprio alla figura del fotografo toccherà dar fondo a tutta la propria esperienza per rendere il giorno del matrimonio, in uno scenario totalmente rivoluzionato dal Coronavirus, comunque un giorno speciale e magico attraverso le immagini, raccontando le stesse situazioni e le stesse atmosfere vissute nel recente passato in maniera tale da preservare la medesima carica emozionale di un servizio di nozze pre-Covid.

Ecco dunque che si potrebbe scegliere di optare per servizi fotografici più adatti a scenari simili come quelli ipotizzati in precedenza, preferendo approcci più personali e orientati all’esaltazione dei momenti della coppia, mettendo quasi completamente da parte le attenzioni che in passato venivano date agli invitati, visto che si prospettano cerimonie con molta meno partecipazione.

Lo stile reportage potrebbe dunque cedere il passo a stili più particolari come quello del servizio fotografico alla moda o fashion, oppure il trash the dress, con quest’ultimo che per sua natura è concettualmente adatto a situazioni che vedono protagonisti i soli sposi, o al massimo un numero molto esiguo di soggetti anche in giorni diversi da quello delle nozze.

Sicuramente esigenze simili e approcci più “ristretti” a un evento che, in qualche caso del recente passato, poteva trasformarsi in un impegno completo per il fotografo e i suoi assistenti, porterà i fotografi di matrimonio a essere meno oberati di lavoro e più concentrati, magari sentendosi liberi di sperimentare e proporre anche soluzioni innovative e ancor più originali agli sposi.

Il vecchio adagio che di necessità venga fatta virtù, in questo caso, è più attuale che mai perché il rilancio della fotografia di matrimonio passa, come sempre, dalle idee e dalla capacità di averne sempre di nuove.