La stagione 2025 di Michele Dell’Utri: fotografie come romanzi di emozioni
La stagione 2025 di Michele Dell’Utri: fotografie come romanzi, emozioni come memorie permanenti
La stagione 2025 si conferma di grande successo per Michele Dell’Utri. Le coppie che scelgono il fotografo milanese hanno in media trent’anni, sono sempre più spesso europee, e condividono un denominatore comune: cercano un racconto autentico, lontano dagli schemi tradizionali.
«Le fotografie non sono unicamente ricordi visibili ma veri e propri romanzi», spiega Dell’Utri. «Simili ai fiammiferi, accendono in uno scoppio i ricordi che, nella nostra memoria, iniziano a rincorrersi ed intrecciarsi per poi fondersi e perdersi caldamente nelle emozioni immortali, nell’amore unica forza che fa girare la vita. Impossibile tornare indietro nel tempo. Falso. Il mezzo? Le fotografie, un legame visitabile e rivisitabile quando vuoi».
Gli album firmati da Dell’Utri non contengono semplici immagini: sono racconti del giorno vissuto dagli sposi. «Un padre emozionato nel vedere l’abito bianco della figlia, lo sposo che ancora deve farsi la barba, una madre ancora con i bigodini tra i capelli». Dettagli che raccontano l’umanità di un giorno speciale.
Al centro della sua riflessione c’è anche la luce, elemento che Dell’Utri interpreta in modo personale: «Cartier-Bresson trovava la luce migliore per scattare, Ferdinando Scianna la luce la cercava, mentre io la uso per avere la foto più emozionante».
Per Dell’Utri le fotografie non sono fatte per restare digitali: «Devono essere toccate, custodite e tramandate come memoria viva delle emozioni più vere». Una posizione chiara in un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero digitale.
Fonte: Sposi Magazine, 2025 → www.sposimagazine.it

